Visita Guidata

Adagiata tra filari di ulivi, che degradano fino al mare Adriatico, Fossacesia sorge sulle colline di Venere, dove il ricordo della regola benedettina è impresso nel paesaggio. Un connubio speciale tra sacro e profano che si perpetua nel silenzio di un chiostro fiorito. Abitata già in epoca preromana dai Frentani, nel medioevo Fossa Cecca divenne feudo del monastero benedettino di San Giovanni in Venere e ne seguì le alterne vicende storiche.

L'impianto urbanistico attuale conserva nel capoluogo palazzi pubblici e ville nobiliari costruiti a partire dal 1600 e si articola in propaggini insediative sparse nelle frazioni Marina e Villa Scorciosa. Il territorio comunale si estende dalla costa, lungo la piana del fiume Sangro, fino a lambire con lo sguardo la mole possente della Maiella. Colline fertili, che imbandiscono la tavola di sapori forti e genuini: vini DOC e IGT; olio extravergine di oliva; frutta e ortaggi. È possibile conoscere da vicino questo territorio grazie ai sentieri natura recentemente inaugurati: percorsi escursionistici, percorribili a piedi o in mountain bike, che permettono di conoscere da vicino la flora e la fauna locali.

Il litorale presenta spiagge di ciottoli e sabbia contornate da una vegetazione ricca, variegando il paesaggio costiero del medio Adriatico di baie e insenature, profumate di ginestre e finocchietto marino. Sugli scogli che affiorano a pochi metri dalla riva, antiche costruzioni in legno dominano gli alti fondali con pennacchi e impalcature, testimonianza dell'antica arte locale di pescare restando a riva. Si tratta dei trabocchi abruzzesi, piattaforme saldate alla scogliera celebrate da D'Annunzio per il loro fascino misterioso ed oggi tutelate da leggi regionali come beni culturali primari.

La popolazione (6.188 abitanti a novembre 2008) nel periodo estivo triplica, grazie all'arrivo di numerosi villeggianti che soggiornano nelle strutture ricettive della Costa dei Trabocchi. La spiaggia di Fossacesia può vantare cinque "Bandiere Blu" consecutive, dal 2004 ad oggi: un riconoscimento tangibile di quanto di buono è stato fatto a livello di tutela dell'ambiente e di cura dell'accoglienza turistica. Sempre nell'ottica dello sviluppo ecosostenibile, sfruttando le aree di risulta della vecchia ferrovia adriatica è in corso di realizzazione un corridoio verde, che attraverserà tutta la costa della provincia di Chieti, da Francavilla fino a San Salvo, con una pista ciclabile e servizi per i turisti. Da alcuni anni, inoltre, è stato realizzato anche un approdo per imbarcazioni da diporto, che ha ampliato l'offerta ricettiva per gli amanti del mare.
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Il turismo è una tradizione consolidata: il flusso di visitatori a Fossacesia è in continua espansione, alimentato anche dai pellegrini diretti all'Abbazia di San Giovanni in Venere. Il complesso monastico fu costruito nel VI secolo su di un promontorio dove, in epoca romana, sorgeva un tempio dedicato a Venere. Conserva oggi il prospetto monumentale e la pianta basilicale a tre navate risalenti all'ampliamento in stile gotico-cistercense avviato nel 1165 e completato nel corso del XII secolo. La facciata è caratterizzata da un portale in marmo del 1230, detto della luna, decorato da altorilievi che raffigurano storie della vita di Giovanni Battista.

Sede istituzionale dell'Unione dei Comuni Città della Frentania e Costa dei Trabocchi e dell'Ente di Ambito Sociale Basso Sangro, Fossacesia è stata recentemente insignita della medaglia d'argento al merito civile, per il coraggioso apporto della popolazione locale alla Resistenza armata contro le truppe di occupazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Con decreto del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, inoltre, ha ottenuto nel 2007 il titolo onorifico di Città, concesso ai comuni particolarmente importanti sotto il profilo storico-culturale, demografico e socioeconomico e nel cui territorio siano presenti insediamenti produttivi, turistici, storici ed ambientali di notevole rilevanza.

Fossacesia è facilmente raggiungibile dalle principali direttrici di traffico. Nel suo territorio si trovano l'uscita Val di Sangro dell'autostrada A14 Bologna-Bari, la strada a scorrimento veloce SS652 fondovalle Sangro, che consente un rapido collegamento con l'Abruzzo interno, e la stazione ferroviaria di Fossacesia Marina - Torino di Sangro, situata lungo la linea adriatica delle Ferrovie dello Stato. La città, inoltre, è situata a soli 40 chilometri dall'Aeroporto di Pescara, che dispone di voli diretti nazionali ed internazionali.

Notizie Storiche

Fossacesia

comune, s.l.m. 140 ab. 5349

    

dial. fòssacèchə; il secondo elemento è *cesia agg. da cesius -a -um presunto agg. di cesus -a. Per G. Alessio dal pers. Caesius, ma è noto che la deno-minazione non compare in alcun documento ed è di recente formazione, perché essa ha sostituito dal 1863 l'altra denominazione Fossacèca. Si concorda con l'Alessio in quanto Caesius è attestato in una epigrafe funebre databile, per l'indicazione iniziale D(is) M(anibus), alla fine del I sec.d.C., ritrovata tra i resti di una villa romana nel 1750 nel vicino territorio di S. Maria Imbaro, citata dal Mommsen (CIL IX, 3004), che certifica la presenza della famiglia Caesii. Per quanto riguarda il primo elemento si propende per il lat. fossa -ae ‘fossa, deposito', per conservare le granaglie prodotte nella zona estremamente fertile, sotto il controllo di Cesio (l'epigrafe riporta Caesius Me-trodorus) funzionario di Roma, nella vicina località in modo da poter essere trasferite nel centro dell'Impero dal porto di Venere (portum Veneris, ipotizza-to, ma non attestato) nel sottostante golfo (T. Giuliante, S. Maria Imbaro. Un piccolo paese all'ombra di un Santuario del X secolo, Fossacesia, La Voce); nel IX secolo Fossacesia subì una coloniz-zazione monastica da parte dei benedettini di Farfa che vi organizzarono una corte, un'azienda fondiaria e amministrativa intorno alla quale si costituì l'aggregato umano formato da coloni e artigiani al servizio dell' abbazia di San Giovanni in Venere. Nell'anno 1004 fu fondata l'abbazia da Trasmondo II, Conte di Chieti. Nell'anno1195 il diploma dell'Imperatore Enrico VI di Svevia concedeva in privilegio all'abbazia di San Giovanni in Venere una località vicina chiamata Fossamcaecam.Nel XII secolo il nome veniva scisso in Fossam Caecam. In seguito, il toponimo subì diverse varianti e nel 1239 compare la scritta Fossacieca. Nella seconda metà del XII secolo: l'abbazia, distrutta negli anni precedenti, fu ricostruita dall'abate Oderisio II (1155-1204). Nel XVI secolo l'abbazia fu devastata dalle incursioni saracene. Nel 1585 fu affidata da Papa Sisto V all'Oratorio di Santa Maria di Vallicella in Roma. Nel XVII secolo Fossacesia passò sotto il dominio dei de Rubeis ma alla fine del Settecento era Terra Regia. Nel 1671 spuntò il binomio Fossa Ceca. Nel 1802 il binomio Fossa Ceca fu unito in una sola parola. Nel 1863 compare il toponimo definitivo, Fossacesia. Nel1943 durante la  battaglia del Sangro,  Fossacesia viene pesantemente bombardata dall'aviazione alleata. it.wikipedia.org /wiki/Fossacesia#Storia

Bardascèlli
    

nel terr. di S. María Imbáro (?), in effetti Fossacèsia; dial. bardašcillə m. plur. di bardašcèllə ‘ragazzino', alterazione con metafonesi di bardašcə ‘ragazzo', ar. bardağ

Cáse Campidòglio
    

nel comune di Fossacèsia; cogn.

Castellum in Latiano
    

a Fossacèsia presso San Giovánni in Vènere; dal pers. rom. Latius

Còlle Castágna
    

in Fossacèsia

Costa dei Trabocchi
    

La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, Torino di Sangro), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere.

Fara
    

Benedicti filii Uberti, forse presso Fossacèsia

Fontana delle Cinque Cannelle
    

è sita a piazza del Popolo a Fossacesia in provincia di Chieti. Un'iscrizio-ne sulla fonte indica che fu costruita nell'anno 1888 e restaurata nel 1997; la fontana è collocata su un alto basamento di cinque gradini. Ha pianta rettangolare ed è costituita da due volumi sovrapposti: un parallelepipedo basso che ne forma la vasca di raccolta dell'acqua, ed uno più alto e stretto che rappresenta il fronte della fontana. Il tutto è realizzato in blocchi e lastre di marmo. In prospetto il blocco delle cinque cannelle per la fuoriuscita dell'acqua risulta inquadrato da due paraste agli estremi, mentre ciascuna cannella è a sua volta inquadrata da arcate impostate su lesene lavorate a fasce orizzontali. Al di sopra corrono l'architrave ed una cornice aggettante in blocchi di pietra sagomati, sormontati da un attico. Lateralmente si ripete il motivo del prospetto, ma con un'unica arcata, mentre nella parte posteriore il fronte risulta completamente intonacato (Università degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti - Pescara;  Dipartimento di Scienze, Storia dell'Archi-tettura, Restauro e Rappresentazione: Associazione tra Enti locali per l'attuazione del Patto Territoriale Sangro-Aventino)

arina di Fossacesia
    

fraz. di Fossacesia Marina, che si sviluppa lungo la costa, protetta dalla pic-cola baia chiamata "Golfo di Venere". Le spiagge sono costituite, per la quasi totalità, da ciottoli bianchi. A sud, verso la foce del Sangro, la costa si fa più bassa e, per piccoli tratti, vi si trovano anche dune di sabbia. A nord si trova il litorale roccioso di Punta Cavalluccio, punteggiato dai caratteristici trabocchi, le antiche strutture per la pesca protese sul mare.

Punta di Cavallúccio
    

term.geogr. estremità di capo, di terra'; dial. póntə də tèrrə; nell'ins. di Fos-sacèsia; Cavalluccio un geomorfo, per la forma di cavallo

San Giovanni in Venere

La Basilica e il Portale della Luna

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Antica Abbazia affacciata sullo splendido Golfo di Venere in terr. di Fossacesia; le vicende storiche del monastero di S. Giovanni in Venere si intrecciano con quelle degli abitanti di Fossacesia..Sull'area dell'attuale basilica sorgeva anticamente un tempio dedicato a Venere Conciliatrice, da cui il nome. Il tempio, a pianta ottagonale, era molto vasto, con un ampio portico a sei colonne e una solenne gradinata. Per gli antichi abitanti di questi luoghi i frentani, il culto di Venere Conciliatrice era molto importante: a lei, infatti, era deputata la cura e la conservazione della famiglia. Tra il 529 e il 543 giunsero a Fossacesia dal monastero di Montecassino alcuni monaci, guidati da un Padre Martino. Con ogni probabilità questi non era un monaco cassinese, ma un eremita che viveva sull'Appennino, dove non erano molte le testimonianze del cristianesimo. In nome della lotta ai culti pagani volle l'abbattimento del tempio di Venere e, al suo posto, la costruzione di una piccola Chiesa cristiana con annessa un'abitazione per i monaci. Resti del tempio, brani di colonne ed elementi decorativi, si possono ancora vedere all'ingresso del chiostro sul lato destro della basilica. Le vicende di questo primo nucleo monastico non sono molto note: si sa solo che il monastero ini-zialmente fu alle dipendenze di Montecassino, poi di Farfa e si rese indipen-dente nel 1004.  L'anno Mille fu cruciale per la storia di Fossacesia. Secondo una diffusa credenza tale anno doveva coincidere con la fine del mondo: la popolazione cristiana fece copiose offerte alle chiese e ai conventi...Il conte longobardo Trasmondo I donò a San Giovanni molte terre e castelli, oltre alla metà delle rendite del sottostante porto di Venere. Il figlio Trasmondo II com-pì donazioni anche più notevoli e ampliò la prima Chiesa. L'abate di San Giovanni, Oderisio I, poté così ingrandire il monastero...Lo splendore dell'attuale abbazia si deve all'abate Oderisio II il Grande, il quale, a partire dal 1165, fece costruire l'imponente basilica di S. Giovanni (lunga 50 metri, larga 20) e ornare di statue e affreschi sia la Chiesa, sia la cripta sotto-stante. I monaci Benedettini di San Giovanni in Venere accettarono ben presto la Regola Cistercense, diffusa attraverso la predicazione di S. Bernar-do di Chiaravalle. Nel XVI sec., li sostituirono i monaci dell'Ordine di S. Filip-po Neri e nel 1610 i Gesuiti. Dal 1954 è sta sede dei Padri Passionisti, promotori di importanti lavori di ristrutturazione; attualmente e stato posto alla cura dei Padri Filippini;   www.interno.it/mininterno/

Sterpári
    

a Fossacèsia; it. ‘sterpaia' da lat. stĭrps stĭrpis ‘sterpo', con il suff. /-ar|o/ di valore collettivo

Strutto
    

località di Fossacèsia/S. Víto Chietíno; dial. štrúttə, lat. destructus ‘zona ab-bandonata', part. pass. di dēstrŭĕre

Vaccaréccia
    

a Fossacèsia; alt. di lat. vacca; dial. abr. occ. vácchə, lat. reg. vaccina; lat. vaccaricia con doppia suffissazione

Vílla Scorciósa
    

m.224, nel com.di Fossacèsia; Scorzosa (de) (a. 1326); lat. villa, lat. rust. vélla; nel medioevo nei significati di a. ‘abitazioni fuori della porta delle civitas' b. 'un centro minore del territorio della civitas, c. ‘parte più antica degli abitati', d. ‘gli abitatori sorti sopra o presso i castellieri', e. 'piccolo insediamento', f. ‘centro rurale, rispetto alla civitas' + abr. scurcïósə ‘che non ha corteccia' ; sembrava destinata ad un inesorabile disfacimento la chiesetta di San Silvestro, storico luogo di culto ubicato nelle adiacenze del cimitero di Villa Scorciosa, popolosa frazione di Fossacesia. La sua sorte sembrava segnata da un annoso abbandono che l'aveva ridotta ad uno scheletro di pietre, soffocato da un intricato groviglio di vegetazione rampicante e da una cortina di indifferenza generale e immutabile. La chiesa rimonta all'XI secolo ed è menzionata in numerosi passaggi di beni e proprietà clericali e imperialregi, nonché in alcuni statuti che hanno dato lustro e rinomanza ai luoghi. Fino a qualche anno fa era ridotta in uno stato vergognoso dopo essere stata testimone di una storia secolare di fede e di culto cristiano. Invece... ecco il miracolo!...E dire che le speranze di raggiungere questo importante traguar-do erano ridotte al lumicino. Infatti, erano in pochi ad esserne convinti, so-prattutto dopo le sacrileghe spoliazioni degli ultimi beni sacri custoditi tra i suoi poveri muri cadenti. L'ultima in ordine di tempo, avvenuta nell'agosto del '95, compiuta dai soliti inqualificabili e ignoti profanatori. Approfittando del degrado e della scarsa attenzione generali, i ladri si sono introdotti nella chiesetta ed hanno sottratta l'unica campana - risalente al XII secolo - alloggiata nell'apposita torretta posta sullo spiovente destro del tetto, malgra-do gli accorati appelli rimasti inascoltati dell'allora parroco don Nicola Cara-vaggio....La campana, come del resto quasi tutte le altre pregevoli dotazioni artistiche e sacre della chiesa di San Silvestro, sono state sottratte senza ritegno e le speranze di poterle recuperare sono affidate alle Forze dell'ordi-ne. Le prime attenzioni sulla necessità di recuperare l'antica chiesetta, risalgono a qualche decennio addietro per iniziativa di alcuni esponenti di sodalizi ed associazioni impegnati nell'opera di salvaguardia del patrimonio artistico e architettonico e della memoria storica locali o di qualche cittadino che si era fatto carico di segnalare la vergogna alla stampa, al fine di farla diventare di pubblico dominio. Ma gli appelli furono tutti disattesi e finirono anch'essi nel vortice di disinteresse nel quale sembrava fatalmente inghiottita la piccola chiesa di San Silvestro. In tanti anni, mai un'istituzione pubblica si è fatta carico di affrontare seriamente il problema, di attuare le iniziative ne-cessarie per riportare in vita la chiesa, di interessare le altre autorità prepo-ste, di creare un moto d'opinione, di arrestare il processo di degrado che sembrava irreversibile...Ogni fatica è ormai alle spalle, comprese le diffi-denze dei detrattori, che non sono mancati, segno di quanto fossero esigue le speranze di salvare la chiesa e quanto fosse radicata la sfiducia. Oggi, di fronte ad un'opera meritoria che si è concretizzata negli schemi di un vero e proprio miracolo, la soddisfazione è impagabile e la "vecchia" e malandata chiesa di San Silvestro, è stata riconsacrata dal vescovo mons. Bruno Forte in occasione della  inaugurazione alla quale ha presenziato anche il parroco di Villa Scorciosa, don Antonio Totaro, per essere riconsegnata al culto dei fedeli nel rispetto della originaria funzione che le compete e che le era stata ingiustamente sottratta; www.abruzzowebtv.it/

[con notizie linguistiche (tratte da E.Giammarco,Toponomastica abruzzese e Molisana, Roma, Ed. dell'Ateneo, 1990) e storiche (tratte da Internet e T.Giuliante, S. Maria Imba-ro. Un piccolo paese all'ombra di un Santuario del X secolo, Fossacesia, La Voce)]

A cura di Tommaso Giuliante

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